"Coppia di Mori"
XIX secolo
Le sculture veneziane dei mori rappresentano una ricca tradizione culturale di Venezia, legata al commercio e all’Oriente. Queste figure, raffiguranti africani o abitanti del Medio Oriente, divennero popolari nell’epoca barocca, grazie soprattutto ad Andrea Brustolon, scultore e intagliatore che creò capolavori come il garnitur Venier al museo Ca’Rezzonico. Nel XIX secolo, durante il neobarocco, i mori conobbero una rinascita: coppie di lussuose sculture decoravano gli interni dei palazzi antichi. Figure in costumi esotici con turbanti, spesso reggenti candelabri, riflettevano l’orientalismo e l’eclettismo. La tecnica della pastiglia creava texture simili a tessuti. Le botteghe di Valentino Besarel, Vincenzo Cadorin e la ditta Sarfatti producevano tali sculture. I mori simboleggiavano ricchezza e cosmopolitismo, sottolineando lo status dei proprietari. Opere simili sono conservate nel Museo d’Arti Applicate del Castello Sforzesco. Queste sculture sono un vivido esempio dell’arte veneziana, che unisce lusso, esotismo e maestria.
