"Pulcinella e Arlecchino"
1937
Gino Severini, illustre pittore italiano e protagonista del futurismo, è celebre per la sua capacità di catturare la dinamica, l’energia e il ritmo della modernità. Le sue opere immortalano il vortice della vita urbana, della danza e della tecnologia. A Parigi, Severini diventa il ponte tra il futurismo italiano e il cubismo francese, lasciando un’impronta indelebile nell’arte europea del XX secolo. Lo schizzo “Pulcinella e Arlecchino” è stato creato per la copertina del programma di un concerto del rinomato compositore italiano Goffredo Petrassi nella Sala Capizucchi a Roma. Severini, legato al mondo musicale e autore di scenografie per il teatro La Fenice di Venezia (trasmette in questo disegno un forte dinamica scenica). I personaggi della commedia dell’arte — Pulcinella con spartiti e violino, Arlecchino con una chitarra — prendono vita nel ritmo della musica. Nel 1937, in un’Italia segnata dall’ascesa del regime fascista, questo schizzo rappresenta un atto di resistenza nascosta. Attraverso le maschere folcloristiche, Severini celebra valori eterni — umorismo, musica, spirito umano — in contrasto con la rigidità ideologica. “Pulcinella e Arlecchino” non è solo uno schizzo, ma un manifesto di libertà, in cui l’arte, come la Commedia dell’Arte, cela e rivela la verità.
